giovedì 18 marzo 2010

I festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia

Allestito a Roma e a Torino due centri espositivi – informativi
Centoquarantanove anni fa, il 17 marzo del 1861, nasceva l’Italia sotto la corona del sovrano piemontese Vittorio Emanulele II di Savoia. La nostra Patria trovava finalmente l’Unità grazie al carisma e all’eroico valore di Giuseppe Garibaldi, ai ferventi ideali di Giuseppe Mazzini, alle doti diplomatiche e di governo di Camillo Benso conte di Cavour, alla fede e al sacrificio di tantissimi uomini e donne. Festeggiare questo grande evento significa tenere alta la percezione della Nazione promuovendo progetti volti a valorizzare la creatività e la produzione culturale, economica e civile del nostro Paese.
I due Giubilei della Nazione celebrati nel 1911 per il cinquantenario e nel 1961 per il centenario dell’ unità d’Italia rappresentarono due eventi di grande rilevanza sul piano sociale, culturale, economico e per lo sviluppo urbanistico del Belpaese.
Nel 1911 a Torino si tenne la grande Esposizione Internazionale sul lavoro e sull’industria, a Roma invece fu allestita l’Esposizione di Valle Giulia e si ebbero rilevanti trasformazioni urbane: l’inaugurazione del Vittoriano, della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, del Palazzo di Giustizia, del Palazzo delle Esposizioni, di tre ponti sul Tevere, di importanti sistemazioni archeologiche (le Terme di Diocleziano e Castel Sant’Angelo).
Nel 1961 si puntò l’attenzione sul “miracolo economico”. A Torino furono organizzate le mostre sull’industria presiedute dall’avv. Giovanni Agnelli. Nella Capitale al centro della celebrazione furono posti il Cinema e la Televisione. In quella occasione venne realizzato, su committenza della Presidenza del Consiglio, il film del regista Rossellini Viva l’Italia.
Il prossimo anno l’Italia festeggerà i 150 anni della sua unità nazionale. A Torino e a Roma sono stati allestiti due centri espositivi -informativi, allo scopo di promuovere le tantissime attività che si svolgeranno lungo l’intero territorio nazionale in occasione di questo terzo Giubileo della Nazione.
Il punto informativo di Torino, inaugurato il 26 febbraio di quest’anno e intitolato Verso il 2011, è stato realizzato dal Comitato Italia 150 e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con Comunicare Organizzando (una società che programma mostre d'arte, eventi istituzionali, convegni e serate). Lo scopo principale è quello di informare i cittadini sulle molteplici iniziative che caratterizzeranno le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità nazionale e i festeggiamenti previsti per questa scadenza, denominati Esperienza Italia (17 marzo - 20 novembre 2011). Sarà un modo, per tutti coloro che lo vogliano, di conoscere gli eventi previsti, entrare e gustare il clima di Esperienza Italia e di accostarsi al progetto dei Luoghi della memoria. Non mancherà uno sguardo rivolto al passato: il 1861 e il processo di formazione dell’unità d’Italia; i festeggiamenti del 1911 e del 1961. Nei prossimi mesi si potrà aderire al programma dei volontari di Esperienza Italia attraverso il centro “Verso il 2011”: prenotare i biglietti e le card degli eventi, ricevere il materiale informativo sulle iniziative riservate al mondo della scuola e altro ancora.
Il centro espositivo – informativo di Roma è stato inaugurato il 3 giugno del 2008 nella nuova sala dell’Unità d’Italia (ingesso piazza dell’Ara Coeli) appositamente allestita presso il Complesso Monumentale del Vittoriano. Nato con lo stesso obiettivo del centro informativo di Torino, quello di Roma, curato dal presidente di Comunicare Organizzando Alessandro Nicosia, è accompagnato da un catalogo, edito da Gangemi, che si avvale degli scritti di Carlo Azeglio Ciampi, di Giuseppe Talamo per il 1861, di Claudio Rendina per il 1911, di Giuseppe Galasso per il 1961, di Walter Barberis e Giovanni De Luna per il 2011.
Quattro sono le sezioni in cui è strutturato il Centro. La prima vuole ricordare il grande avvenimento del 1861; la seconda, attraverso materiali originali, documenti, fotografie, pubblicazioni ufficiali, filmati, racconta ITALIA 1911 che rappresentò la consacrazione internazionale del ruolo di un giovane Stato e che cambiò il volto della Capitale; uno spazio nel percorso espositivo è dedicato al Vittoriano che fu inaugurato il 4 giugno 1911. La terza sezione è dedicata al 1961 che fu la celebrazione del “miracolo economico” della Nazione che aveva superato di slancio la fase della ricostruzione e che aveva compiutamente conquistato la democrazia e che vide Torino al centro dei festeggiamenti con le tre importanti mostre e con tanti interventi infrastrutturali. La quarta e ultima sezione “Verso il 2011” presenta i progetti infrastrutturali che saranno realizzati sull’intero territorio nazionale e quanto Torino, con il progetto “Esperienza 2011”, e Roma stanno preparando per il 2011.
L’appuntamento con il 150° Anniversario dell’unità nazionale del 2011 va inquadrato nell’ottica di una riflessione sull’identità del Paese, verificando l’attualità del processo storico che portò all’Unità d’Italia ma anche della sua percezione, soprattutto tra i giovani, e della relazione con l’attuale assetto costituzionale che vede l’affermazione nel nostro Paese delle Regioni insieme ad una realtà ricca di competenze istituzionali. Appare, pertanto, prioritario e opportuno valorizzare il rapporto tra l’Unità Nazionale, fattori culturali che la attraversano e questioni relative alla trasformazione istituzionale.
Per le Celebrazioni del 2011 è stato costituito un Comitato Interministeriale a cui sono state affidate – in raccordo con le Amministrazioni regionali e locali interessate – le attività di pianificazione, preparazione ed organizzazione degli interventi e delle iniziative per i festeggiamenti. Tali iniziative realizzate e localizzate in tutte le venti Regioni italiane vogliono simbolicamente testimoniare il senso di un impegno nazionale e l’idea di un’Italia che valorizza i suoi territori attraverso le Regioni, custodendone la concordia e l’unità.

Pier Vincenzo Rosiello

mercoledì 3 marzo 2010

La poesia vince la guerra

Il poeta Tirteo porta alla vittoria i Lacedemoni durante la seconda guerra contro i Messeni

Il valore e il coraggio sono le doti più importanti di un guerriero come ci insegna il poeta Tirteo il quale, pur essendo completamente ignaro di cose militari e per giunta zoppo, riuscì con i suoi versi a portare alla vittoria i Lacedemoni durante la seconda guerra contro i Messeni. Non a caso Quinto Orazio Flacco nel I libro delle sue Epistole in una sua lettera indirizzata a Mecenate per esaltare l’utilità della poesia cita insieme Omero e Tirteo: “poi venne l'impronta di Omero e Tirteo col suo canto eccitò alla guerra i cuori virili”. A differenza di Omero, il quale esalta il valore individuale, Tirteo però parla del valore dell'intera città che impone ai suoi abitanti obbedienza e sacrificio per il bene della patria. I modelli di eroismo proposti da questo poeta non sono più fondati sulle gesta personali, ma sull'azione disciplinata delle truppe, azione richiesta, peraltro, dalla nuova tattica oplitica, e quindi volti alla salvezza e alla vittoria comune piuttosto che alla gloria individuale. Secondo la tradizione di Giustino l’oracolo di Delfi aveva comandato ai Lacedemoni di prendere un condottiero ateniese per vincere la guerra. Allora gli ateniesi, per scherno, inviarono loro un maestro di scuola zoppo: Tirteo. Quest’uomo, malgrado il fisico debole, seppe suscitare coi suoi versi un tale ardore nella gioventù lacedemone che la guerra fu vinta. Ancora oggi, come in passato, i discorsi dei comandanti ai propri soldati sono fondamentali per l’esito di un combattimento, così come i canti che infondono ardore e aiutano a vincere la paura. Scrive il poeta: “Per un uomo valoroso è bello cadere morto combattendo in prima fila per la patria … con coraggio per questa terra combattiamo, e per i figli andiamo a morire, senza più risparmiare la vita.” Sempre secondo Giustino tanto fu l’ardore che Tirteo infuse nei soldati con la sua poesia che essi andarono in battaglia con legato al braccio destro delle tavolette di riconoscimento, essendo stati incisi i loro nomi e quelli dei padri, preoccupati non per la salvezza, ma per la sepoltura.

Pier Vincenzo Rosiello