Mostrare l’esistenza di fotografie a colori della Grande Guerra è non solo d’interesse degli storici della fotografia e degli storici in generale ma di tutti noi, perché ci aiuta ad illuminare con i colori il ricordo del tempo passato e ad approfondire episodi magari studiati anni fa sui banchi di scuola. Questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dalla Provincia di Roma che ha allestito dal 7 novembre 2009 al 6 gennaio 2010 una mostra fotografica dal titolo “La Guerra a Colori” realizzata in collaborazione con la Galerie Bilderwelt di Berlino. Vengono esposte per la prima volta in Italia le foto scattate da Hildenbrand, dal russo Prokudin-Gorski e da numerosi fotografi francesi, australiani, austriaci e statunitensi, di cui in alcuni casi non si tramandano neppure i nomi. Durante la Prima Guerra mondiale, combattuta dal 1914 al 1918 in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia orientale, sono morte dieci milioni di persone. Un tributo di sangue molto alto che le generazioni vissute in quegli anni hanno pagato. Anche l’Italia, mossa dall’obiettivo di completare l’ideale risorgimentale d’unificazione nazionale, dopo un’iniziale neutralità, a seguito del patto segreto di Londra stipulato dal Salandra il 26 aprile del 1915, entrò in scena a distanza di un mese, dichiarando guerra all’Austria il 24 maggio, così schierandosi con le potenze dell’Itesa (Serbia, Belgio, Francia, Inghilterra, Russia, Giappone, Romania e Grecia) contro gli imperi centrali (Austria, Germania, Bulgaria e Turchia). Le truppe italiane, dopo un’offensiva guidata dal generale Cadorna sull’Isonzo conclusasi a favore degli austriaci, riuscirono a contenerne l’avanzata sull’altopiano Asiago. Tra agosto e settembre del 1917 il nostro esercito, anche se con grandi sforzi e gravi perdite, riuscì ad occupare l’altopiano della Bainsizza. Purtroppo gli eserciti nemici sferrarono un’offensiva dall’alto Isonzo e tra il 24 e il 27 ottobre ebbero la meglio a Caporetto, obbligando l’esercito italiano a retrocedere fino al Piave. Intanto sul massiccio del monte Grappa si organizzò la difesa per contenere le truppe nemiche che avanzavano. A favore dell’Intesa entrarono in guerra il 15 novembre gli Stati Uniti - che inviarono generi alimentari ed equipaggiamento agli alleati. La Russia però, a seguito della crisi politica determinata dalla rivoluzione d’ottobre (che aveva segnato la fine del regime zarista e l’avvento del proletariato), fu costretta a ritirarsi. Allora la Germania ne approfittò impiegando 40 divisioni ritirate dal fronte russo per penetrare nel 1918 in territorio francese. Ben presto però, deposte le armi Bulgaria e Turchia, la Germania dovette subire la controffensiva anglo-francese. L’esercito italiano sotto la guida del Generale Armando Diaz, che aveva sostituito il Cadorna, combatté con successo tra il 22 ottobre e il 3 novembre la battaglia di Vittorio Veneto; l’Austria fu sconfitta e fu costretta a firmare l’armistizio di Villa Giusti (vicino Padova). Le immagini della Grande Guerra diffuse in quel tempo furono in bianco e nero, sebbene nel 1903 i fratelli Lumiére avessero già inventato a Lione la placca autochrome che fu commercializzata a partire dal 1907. L’anniversario dei novanta anni dello scoppio del conflitto ha fornito l’occasione per riprendere e diffondere le immagini a colori della guerra. La provincia di Roma, muovendosi sulla stessa lunghezza d’onda del trascorso novantesimo anniversario, con questa iniziativa offre al pubblico, per la prima volta nel nostro Paese, ben 60 fotografie a colori di un pezzo importantissimo della storia mondiale.
Pier Vincenzo Rosiello

sono deliziata dai suoi articoli.
RispondiEliminaLi leggo sempre con molta attenzione.
Ci sbalordisca ancora.
un saluto da una sua lettrice
anna lisa delli noci