giovedì 19 novembre 2009

LA GRANDE GUERRA FINALMENTE A COLORI Mostra fotografica della Provincia di Roma

Mostrare l’esistenza di fotografie a colori della Grande Guerra è non solo d’interesse degli storici della fotografia e degli storici in generale ma di tutti noi, perché ci aiuta ad illuminare con i colori il ricordo del tempo passato e ad approfondire episodi magari studiati anni fa sui banchi di scuola. Questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dalla Provincia di Roma che ha allestito dal 7 novembre 2009 al 6 gennaio 2010 una mostra fotografica dal titolo “La Guerra a Colori” realizzata in collaborazione con la Galerie Bilderwelt di Berlino. Vengono esposte per la prima volta in Italia le foto scattate da Hildenbrand, dal russo Prokudin-Gorski e da numerosi fotografi francesi, australiani, austriaci e statunitensi, di cui in alcuni casi non si tramandano neppure i nomi. Durante la Prima Guerra mondiale, combattuta dal 1914 al 1918 in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia orientale, sono morte dieci milioni di persone. Un tributo di sangue molto alto che le generazioni vissute in quegli anni hanno pagato. Anche l’Italia, mossa dall’obiettivo di completare l’ideale risorgimentale d’unificazione nazionale, dopo un’iniziale neutralità, a seguito del patto segreto di Londra stipulato dal Salandra il 26 aprile del 1915, entrò in scena a distanza di un mese, dichiarando guerra all’Austria il 24 maggio, così schierandosi con le potenze dell’Itesa (Serbia, Belgio, Francia, Inghilterra, Russia, Giappone, Romania e Grecia) contro gli imperi centrali (Austria, Germania, Bulgaria e Turchia). Le truppe italiane, dopo un’offensiva guidata dal generale Cadorna sull’Isonzo conclusasi a favore degli austriaci, riuscirono a contenerne l’avanzata sull’altopiano Asiago. Tra agosto e settembre del 1917 il nostro esercito, anche se con grandi sforzi e gravi perdite, riuscì ad occupare l’altopiano della Bainsizza. Purtroppo gli eserciti nemici sferrarono un’offensiva dall’alto Isonzo e tra il 24 e il 27 ottobre ebbero la meglio a Caporetto, obbligando l’esercito italiano a retrocedere fino al Piave. Intanto sul massiccio del monte Grappa si organizzò la difesa per contenere le truppe nemiche che avanzavano. A favore dell’Intesa entrarono in guerra il 15 novembre gli Stati Uniti - che inviarono generi alimentari ed equipaggiamento agli alleati. La Russia però, a seguito della crisi politica determinata dalla rivoluzione d’ottobre (che aveva segnato la fine del regime zarista e l’avvento del proletariato), fu costretta a ritirarsi. Allora la Germania ne approfittò impiegando 40 divisioni ritirate dal fronte russo per penetrare nel 1918 in territorio francese. Ben presto però, deposte le armi Bulgaria e Turchia, la Germania dovette subire la controffensiva anglo-francese. L’esercito italiano sotto la guida del Generale Armando Diaz, che aveva sostituito il Cadorna, combatté con successo tra il 22 ottobre e il 3 novembre la battaglia di Vittorio Veneto; l’Austria fu sconfitta e fu costretta a firmare l’armistizio di Villa Giusti (vicino Padova). Le immagini della Grande Guerra diffuse in quel tempo furono in bianco e nero, sebbene nel 1903 i fratelli Lumiére avessero già inventato a Lione la placca autochrome che fu commercializzata a partire dal 1907. L’anniversario dei novanta anni dello scoppio del conflitto ha fornito l’occasione per riprendere e diffondere le immagini a colori della guerra. La provincia di Roma, muovendosi sulla stessa lunghezza d’onda del trascorso novantesimo anniversario, con questa iniziativa offre al pubblico, per la prima volta nel nostro Paese, ben 60 fotografie a colori di un pezzo importantissimo della storia mondiale.

Pier Vincenzo Rosiello

lunedì 9 novembre 2009

Ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino

Vent'anni fa cadeva il muro di Berlino e con esso la cortina di ferro, quella titanica e muscolare contrapposizione fra USA e URSS che caratterizzò gli anni della guerra fredda. Il 9 novembre del 1989 incominciava la riunificazione tedesca formalmente conclusa il 3 ottobre del 1990. La caduta del Muro non è solo l’abbattimento di un simbolo, ma una pagina intera della storia europea e del mondo che è stata voltata affinché se ne possa scrivere una nuova con ormai alle spalle quello che abbiamo dolorosamente vissuto o che ci hanno raccontato i custodi della memoria di quei terribili eventi. La Seconda Guerra Mondiale (1 settembre 1939 - 2 settembre 1945) con la furia nazista insanguinò il secolo scorso portando morte, distruzione e divisione. La caduta del muro, costruito dal governo comunista della Germania dell’Est (13 agosto 1961) a seguito dello smembramento imposto dalle nazioni vincitrici alla Germania, è come un risorgere non solo per la nazione tedesca ma anche per l'intera Europa e per il mondo.
Dalle ceneri rovinose della guerra nasce la speranza di un'Europea unita - che con la caduta del muro acquista ancora più forza nell'immaginario collettivo - uno spazio nuovo di  pace e di cultura, già profetizzato e tanto anelato dai padri del nostro Risorgimento, prima fra tutti Giuseppe Mazzini. Forse la nostra Europa è ancora bambina non ha quella maturità che le consente di affacciarsi con sicurezza sullo scenario internazionale, ma almeno è presente.
La Germania festeggia oggi, insieme alla caduta del muro, la memoria della sua ritrovata unità in questa Europa che fatica ancora ad avere la sua anima culturale, a causa del serpeggiare di tendenze materialiste e neopositiviste che ne deprimono, anziché esaltarne, lo spirito. Inoltre la crisi globale ha scosso le nazioni europee, colpendole in quella che è stata l’amalgama della loro unione, l’economia. Purtroppo la voglia di ritrovarsi insieme in uno strumento unitario di difesa comune non è sorretto da un’altrettanta volontà e forza politica, anche se ci sono incoraggiati segnali di collaborazione allo scopo di combattere la criminalità organizzata e il terrorismo. Non altrettanta intesa si trova invece nel programmare e dominare i flussi migratori, lasciando il problema per lo più all’iniziativa dei singoli Paesi membri. Insomma luci e ombre sul futuro dell’Europa ma la caduta del muro è sicuramente un auspicio di unità e di pace.


Europa finalmente unita


Culla delle umane genti


e di popoli antichi le illustri menti,


eppure di sangue spesso macchiata


sempre divisa e pur tanto amata.






Fa’ che sulle dure zolle


non si erga più un colle


a divider la terra dalla terra


e a segnare i confini della guerra.






Ma tu finalmente unita,


fascinosa donna e nostra amica,


dacci al fin la pace sì tanto ambita






e su ogni volto fa’ che vediamo


la gioia di darci l’un l’altro la mano


e di accertarci per quello che siamo.


di Pier Vincenzo Rosiello